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Truffe agli anziani: il decalogo della polizia

 

Gli ultimi a essere entrati in azione, ai danni di una pensionata di 85 anni, sono stati finti carabinieri. Solo a Bologna, nei primi quattro mesi dell’anno le truffe agli anziani sono state oltre 300. E la lista dei travestimenti che vengono usati è ormai sterminata: finti funzionari del gas o dell’Enel, falsi impiegati di banca, di posta, di enti pensionistici, o impiegati comunali, pseudo poliziotti.

Con l’arrivo dell’estate, poi, quando molti anziani rimangono soli in città semideserte, questo genere di raggiro aumenta. E l’utilizzo, sempre più frequente, da parte dei malviventi di simboli e divise delle istituzioni, rende ancora più difficile far fronte ad una minaccia che l’anno scorso ha colpito quasi 5.500 ultrasettantenni in tutta Italia, ma che quest’anno ha assunto proporzioni ancora maggiori, visto che solo nei primi sei mesi del 2004 sono stati già 5.700 gli anziani vittime di raggiri e sottrazioni di denaro e gioielli.

Anche a Bologna, dicono i dati, il fenomeno è in crescita.

Proprio in vista dell’estate e per aiutare il più possibile gli anziani a difendersi, la Polizia ha pubblicato sul suo sito internet (www. Poliziadistato.it) una serie di consigli utili per non essere truffati. Il decalogo elenca, dunque, le regole di comportamento base a cui attenersi in caso di visite non programmate o non attese a casa: si raccomanda, dunque, di non aprire mai la pota di casa a sconosciuti, anche se vestono l’uniforme o dichiarando di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità; di verificare sempre con una telefonata da quale ente sono stati mandati gli eventuali operai che bussassero alla porta, e per quali motivi. Se non si ricevono le spiegazioni chieste, non bisogna mai aprire la porta, per nessun motivo anche se dallo spioncino si intravede una divisa da carabiniere. Quindi, la polizia ricorda che nessun ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o sostituire banconote false date erroneamente. Spesso, però, le truffe cominciano dalla strada, dove gli anziani vengono letteralmente abbordati: in questo caso, è buona norma diffidare, anche se si viene chiamati epr nome e cognome, e non fermarsi per dare ascolto a chi offre facili guadagni o chi vi chiede di poter controllare i soldi. Per ritirare la pensione sarebbe meglio farsi accompagnare da qualcuno, e una volta ricevuti i soldi, è bene ricordare che nessun cassiere di banca o di ufficio postale vi inseguirà per strada per rilevare un errore nel conteggio del denaro che vi ha consegnato. Infine è ovvio che la prima regola, di fronte a qualunque problema o per avere delle spiegazioni, è sempre meglio chiamare il 113, oppure il 112 dei carabinieri.

 

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