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La più grande attrice della storia di Francia era o pazza, o folle!

Solo l’incoscienza spinse la grandiosa Sarah Bernhardt ad abbandonare – sbattendo la porta! – il tempio sacro del teatro francese, la Comédie-Française.

Nei teatri della scintillante Parigi della fine del Secondo Impero correva solo una voce: “La più grande attrice della storia di Francia era o pazza, o folle! La sua carriera è sicuramente rovinata!”

Sbagliavano tutti, ben altro serviva per abbattere una delle più grandi attrici della storia. Sarah tornò alla ribalta poco dopo sul palcoscenico di un altro teatro, questa volta in piena zona universitaria: l’Odéon, sottendo successi grandiosi.

L’eco del grande successo di Sarah giunse ben presto a solleticare le orecchie – nonché le tasche – del nuovo direttore fresco di nomina della Comédie-Française, che decise di richiamarla.

Nuovamente una serie di successi che, però, ben presto suscitarono invidia di colleghi. Il pessimo ambiente lavorativo che si venne a creare spinse Sarah ad andarsene dalla Comédie una seconda volta.

Ma questa volta si tratto, più che altro,  del suo disperato bisogno di indipendenza professionale.

Sarah, infatti,  proponeva come migliorare gli spettacoli, forniva indicazioni di scena, stratagemmi per accattivare il pubblico, ma la direzione non la prendeva in considerazione, se non come mezzo per attirare spettatori.

Andò via e, nuovamente fuori dal prestigioso teatro, Sarah spiccò il volo verso la fama ed il trionfo a l’estero. Inghilterra, Belgio, Danimarca, e persino negli Stati Uniti, i successi fioccarono insieme agli applausi.

Ma, al suo rientro a Parigi, si accorse che la Francia l’aveva dimenticata e nessuno era disposto a concederle un palco.

Sarah aveva unicamente bisogno di tornare su un palco e, se nessuno a Parigi era disposto a concederne, se lo sarebbe procurato da sé.

L’occasione si presentò alla commemorazione del 14 luglio all’Opéra, dove presenziavano nientemeno che il presidente della Repubblica e il capo del governo.

Tra le varie esibizioni, un’immancabile Marseillaise, Sarah fece carte false per ottenere la parte… e la ottenne!

Nuovamente un trionfo, nuovamente una rinascita.

E proprio nel giorno in cui si celebra la Francia, vestita del sacro tricolore francese e intonando i versi dell’inno nazionale.

L’importanza di iniziare il Trading Online tramite il Conto Demo

Iniziare il trading online può avere dei rischi, ma questo può succedere solo se fatto in modo sbagliato o avventato senza prima studiare le basi e gli indicatori di analisi tecnica, ecco perché è molto importante iniziare questa avventura tramite il conto demo.

Il trading online può divenire molto stressante e interferire con la serenità della nostra vita, ma se lo inizierete a fare con una certa preparazione potrà solo portare dei benefici.

L’importanza di iniziare il Trading Online tramite il Conto Demo è alla base della riuscita del vostro progetto di gloria.

Prima di proseguire vediamo nel dettaglio cosa sia il conto demo e il perché viene così ampiamente consigliato dagli esperti di trading.

Il Conto Demo

Il conto demo è un conto prova gratuito che viene messo a disposizione dai broker di trading online, sia per i neofiti che per i trader esperti.

Per accedere al conto demo dovrete andare sul sito ufficiale del broker scelto e compilare il form di registrazione, una volta fatto questo sarete reinviati all’interno della piattaforma.

Nella maggior parte dei casi i broker vi accreditano dai 10.000,00 ai 100.000,00 € virtuali da utilizzare per le vostre contrattazioni tramite i CFD.

I vantaggi del Conto Demo

Sono molti i vantaggi che si andranno a riscontrare iniziando la carriera da trader tramite il conto demo, i trader esperti non lasciano mai il loro conto demo, lo affiancano a quello reale per capire meglio come orientarsi sui mercati.

Il primo rilevante vantaggio nell’uso del conto demo, è il fatto che viene regalato dal broker, inoltre il broker vi accredita dei soldi virtuali per iniziare a sperimentarsi nel mondo del trading. Accedere tramite il conto demo vi preserva da possibili perdite o anche da manifestazioni di ansia da trading.

Il conto demo vi aiuterà a conoscere e prendere confidenza con i mercati e i vari strumenti di analisi tecnica.

Ma non è tutto perché con il solo conto demo potrete usufruire della sezione formazione presente sul broker, grazie alla sezione formazione diventerete padroni delle varie strategie di trading.

Il vantaggio più interessante di iniziare tramite il conto di trading online demo (Vedi la guida di Bassilo.it: https://www.bassilo.it/trading-online-demo/) è il seguente, imparerete a gestire le vostre emozioni, senza subire dello stress.

Il trading online e lo stress

Come abbiamo accennato il trading online è un settore che può minare la vostra tranquillità, e mettere in discussione molti aspetti delle vostra vita.

Saper gestire lo stress è molto importante e tramite il conto demo lo si può fare in modo semplice.

Lo stress come può essere un nostro nemico può essere un nostro alleato, un sano stress ci da la spinta a migliorarci e a perseguire il nostro obiettivo.

Insieme allo stress ci sono le emozioni che possono portare il trader a sbagliare il proprio operato, ecco perché sottolineiamo l’importanza di iniziare tramite il conto demo.

Con l’utilizzo del conto demo vi potrete abituare a gestire lo stress e le emozioni, vediamo ora quali sono le emozioni che intervengono nel trading.

Quali sono le emozioni e gli stati d’animo più invalidanti nel trading online

Sono molte le emozioni che si affacciano quando si inizia a fare trading online, molte possono essere positive e altre invece possono bloccare e farci dubitare del nostro operato.

Tra le emozioni e gli stati d’animo presenti nel trading online vi elenchiamo le seguenti:

  • Paura;
  • Ansia;
  • Avarizia;
  • Tristezza
  • Frenesia.

Queste sono solo alcune delle emozioni e degli stati d’animo presenti nel trading online.

Tra le emozioni che vi abbiamo indicato ce ne sono due, che possiamo classificare come le più invalidanti, e sono le seguenti:

La paura e l’avarizia.

Con queste due emozioni può far crollare in un batter di ciglia tutto il vostro operato, la paura a differenza dell’avarizia ci può bloccare nel momento sbagliato oppure farci fare operazioni avventate. L’avarizia d’altro canto invece è molto pericolosa, se mal gestita, infatti questa emozione ci porta a spingerci sempre più in la, anche quando sarebbe il momento di lasciare la battaglia

La gestione delle emozioni è alla base del trading online, ci sono molte tecniche sia di meditazione con la tecnica del respiro consapevole, che psicologiche.

Quando è il momento di passare al conto reale

Il momento giusto per passare al conto reale è molto soggettivo, non vi è una regola fissa, c’è da dire che maggiore sarà la vostra preparazione più semplice sarà districarsi nel mondo “reale “ dei mercati, il nostro consiglio è di passare al conto reale una volta che avrete appreso le basi del trading e che avrete capito come funzionano gli strumenti base.

Per accedere al conto reale, dovrete completare l’iscrizione caricando i vostri documenti e proseguire con il deposito, per questo sono dei broker che chiedono un deposito iniziale ed altri no, la cifra può aggirarsi dai 10 € fino ai 250 circa.

Come creare un sito web da zero 

Realizzare in sito web è molto più semplice di quanto si creda, vediamo ora come creare un sito web da zero.

Avere un sito web che pubblicizzi la propria azienda oppure attività è fondamentale, visto che ogni ricerca oramai si esegue tramite internet, e possedere un sito efficiente vi farà avere sia una maggiore visibilità nonché attirare nuovi clienti.

Molte aziende, oppure negozi in questo periodo si sono affidati ai Social network, come Instagram oppure Facebook per pubblicizzare il proprio marchio, ma molte volte non basta, perché non tutti gli utenti del web utilizzano i Social, ecco perché avere anche un sito web può fare la differenza.

Partiamo da zero e vediamo insieme come creare un sito web passo per passo

Come creare un sito web passo per passo

Poniamo l’esempio che voi abbiate un locale notturno, ma non avete ancora il vostro sito web, nell’elenco sottostante vedremo come si possa creare un sito da zero. Ci sono dei passaggi fondamentali da seguire, per la riuscita del nostro intento.

  • Pianifica il tuo sito web, con un planning;
  • Decidi quali sono i contenuti da inserire, quelli di cui hai maggior bisogno;
  • Acquista un dominio;
  • Scegli una piattaforma dove potrai creare il tuo sito;
  • Sviluppa i tuoi contenuti;
  • Aggiungi delle parole chiave e ottimizzarlo con la SEO;
  • Ora puoi pubblicarlo.

In questo modo con pochi passaggi avrai il tuo sito web.

Questo vale per un sito base, se poi vuoi inserire altro, dovrai avere delle competenze di programmazione oppure rivolgerti ad un’agenzia web.

Quali sono i linguaggi di programmazione

I linguaggi di programmazione sono i tuoi alleati per sviluppare un sito più sofisticato, se non possiedi queste competenze allora dovrai rivolgerti a dei programmatori, vediamo ora i linguaggi più utilizzati per la programmazione.

  • HTML;
  • CSS;
  • JavaScript;
  • PHP.

Oltre a questi tre linguaggi di programmazione ce ne sono molti altri.

L’HTML è un linguaggio marcatori, che permette di scegliere la disposizione degli elementi in una pagina, queste indicazioni vengono date attraverso dei marcatori anche detti tag.

Il linguaggio CSS invece serve per definire font, colori ecc e viene utilizzato con l’HTML.

JavaScript invece serve per la creazione e l’applicazione, viene impiegato sia per ambiti mobile come App che desktop.

Il linguaggio PHP viene anche definito processore di ipertesti originariamente era stato sviluppato per la creazione di pagine web dinamiche.

Ecco quanto costa un sito web

Ci sono due modi per creare un sito web, come abbiamo visto il promo è tramite una piattaforme che ci mette a disposizione dei pacchetti già prestabiliti e dei layout, il secondo modo è quello di contattare un’agenzia web professionale e farsi fare un preventivo in base alle proprie esigenze.

Se volete avere un sito web gratuito lo potete avere, ma di certo è un sito di stampo amatoriale.

Siti fino a 900 €

Per chi non è del settore la cifra di 900 € può sembrare anche esosa, ma non è così, un sito a 900 € circa vi offre le seguenti funzioni:

  • Il sito possiede 4 pagine;
  • La prima pagine è la Home;
  • Chi siamo e la storia
  • La terza pagina è dove vengono inseriti i servizi;
  • Nella quarta pagina ci saranno i contatti.

In questo caso la presenza online sarà molto minimale.

Siti fino a 3.500 €

Questo range di prezzo che varia da 1000 € a 3.500 € ci sono i siti sviluppati da professionisti del settore, vediamo quali sono le funzioni:

  • Sono siti statici, le pagine possono arrivare fino a 40;
  • Possono essere siti realizzati con WordPress;
  • Il professionista si occupa di qualsiasi aspetto, installazione, configurazione;
  • Sono siti realizzati con CMS open source;
  • Possono essere anche e-commerce, ma veramente basici.

Il sito statico è quel sito dove non potrete gestire i contenuti, si consiglia di farsi sviluppare un sito dinamico.

Siti da 4000 e a 30.000 €

Salendo di prezzo si trovano dei siti più complessi e interattivi come i cataloghi online, gli e-commerce e i portali.

Nei siti di questa portata non c’è solamente la progettazione ma anche la gestione, come le seguenti voci:

  • Inserimento prodotti;
  • Attributi variabili;
  • Sistemi di pagamento;
  • Sistemi di spedizione;
  • Sconti;
  • Filtri;
  • Ricerca avanzata;
  • Chat dal vivo.

Per avere un sito interattivo e attrattivo è necessario spendere una cifra molto più rilevante.

Manutenzione del sito

Come per una macchina c’è bisogno di manutenzione anche per il sito web, dovrete rimanere sempre in contatto con l’agenzia web.

I costi possono essere variabili, ad esempio per mantenere aggiornato il CMS la cifra che vi verrà chiesta si aggira intorno ai 1000 € e fino ad arrivare ai 3.500 €.

Il dominio dovrà essere rinnovato e anche l’hosting.

Se per voi sono cifre impensabili, potrete iniziare divertendovi con un generatore di contenuti gratuito.

Come sconfiggere le emozioni negative nel trading online

Nel trading online le emozioni sono sempre molto vivide, sia quelle positive che quelle negative, di seguito vi aiuteremo a capire come sconfiggere le emozioni nel trading online.

Chiunque intraprenda questa strada deve sapere che si può trovare in delle situazioni dove alcune emozioni possono prendere il sopravvento, e di conseguenza mettere in pericolo il lavoro svolto. Le emozioni, sia nel trading online che nella vita di tutti i giorni ci spingono a compiere azioni e a prendere decisioni non sempre fondate su di un ragionamento logico. La logica e la preparazione sono la base di una buona riuscita nel trading, che sia rivolto al mercato delle azioni oppure alle materie prime.

I trader di successo devono continuamente avere a che fare con le emozioni, ecco perché molti di loro seguono dei corsi di gestione delle emozioni e meditazione.

Prima di aprire o chiudere qualsiasi posizione di trading online che sia trading online manuale o copy trading, è molto importante fermarsi e capire se il nostro intento è frutto di un ragionamento oppure è dettato da un’emozione.

Quali sono le emozioni nel trading online

Come abbiamo accennato le emozioni nel trading sono molto presenti, di seguito vi facciamo un elenco delle emozioni più rilevanti.

Per imparare a conoscerle e gestirle il trading, una strada è quella di iniziare tramite il conto demo, un conto prova gratuito che vi servirà come allenamento, ma di questo ne parleremo nel corso dell’articolo.

La paura

La paura è un’emozione che si manifesta in qualsiasi momento, la paura ha due facce, come può essere un deterrente e di conseguenza allontanarci dai pericoli oppure ci può bloccare nei momenti dove è importante andare avanti. Molte volte la paura insorge nei momenti in cui il trader sta subendo una perdita. La paura ci può bloccare all’istante e di conseguenza farci eseguire delle scelte sbagliate, per arginarla è molto importante non agire di impulso.

L’Avidità

L’avidità è la più negativa, sia che voi stiate facendo trading che nella vita di tutti i giorni, l’avidità è un’emozione molto sgradevole.

Può arrivare in modo improvviso e di solito appare quando il trader ha ottenuto buoni profitti dalla sue operazioni.

Il trader quando è sopraffatto da l’avidità potrà operare in modo sbagliato, e di conseguenza portare avanti scelte sbagliate. Facile che avrà problemi a chiudere le posizioni o a capire quando è il momento di smettere.

La Speranza

La speranza è la meno indicata nel trading online, il trading non ha a che fare nulla con l’emozione della speranza, dato che il trading si basa sulle analisi di mercato e lo studio dell’analisi tecnica e fondamentale.

Aprire posizioni e iniziare il trading online con la speranza è come camminare bendati su di un’autostrada. Se e quando il trader sentirà nascere l’emozione della speranza sarà il momento in cui dovrà appellarsi alle regole del trading e alle analisi tecniche tramite grafici e indicatori.

L’ansia

L’ansia fa parte della vita quotidiana di tutti noi, nessuno è escluso da questa infausta emozione o meglio stato d’animo. Nel trading online può diventare molto invalidante e di conseguenza più il trader diventa bravo più l’ansia farà capolino, aggiungendo stress e confusione. Anche in questa situazione è doveroso fermarsi, schiarirsi le idee e valutare in modo distaccato la situazione attuale, capire se ci sono delle reali possibilità di trading.

La Noia

La noia come le altre emozioni può arrivare da un momento all’altro, nel trading può arrivare nel momento in cui vi è un clima di stasi, d’altra parte non sempre si può stare sulla cresta dell’onda. La noia può portare il trader a chiudere delle operazioni in modo affrettato oppure lasciare il trading.

La Frustrazione

Tutti noi in un modo o in un altro soffriamo di frustrazione, chi ha un lavoro ma ne vorrebbe un altro e via dicendo, come nella vita normale anche nel trading online bisogna avere a che fare con la frustrazione, l’unica cosa da fare è di appellarsi al buon senso e alle tecniche del trading.

Queste sono alcune delle emozioni più invalidanti che si possono provare nel trading online, sia che voi siate dei principianti che non.

Perché partire con il conto demo

Iniziare a fare trading iscrivendosi con un conto di trading online demo è la miglior cosa da fare. Con il conto demo potrete sperimentare e capire come reagite alle sollecitazioni dettate dal trading online, inoltre grazie al conto demo gratuito non andrete ad investire i vostri averi alla cieca, ma potrete prepararvi per il meglio.

Il conto demo è sempre gratuito e i broker di trading una volta eseguita la registrazione vi accreditano dei soldi virtuali, per fare le vostre contrattazioni tramite il Trading CFD.

Con il conto demo il broker vi da la possibilità di accedere alla sezione formazione e cosi di conseguenza diventare dei trader esperti e razionali.

Il conto di trading online demo è la migliore strada da percorrere per conoscersi e imparare a gestire le emozioni.

È possibile paragonare il web al palcoscenico di un teatro?

Per farlo occorre capire cosa stia succedendo in rete utilizzando l’arte della rappresentazione per eccellenza, il teatro.

Primo punto di contatto tra il mondo dei teatri e il mondo della rappresentazione digitale contemporanea è il concetto di virtualità.

Virtuale vuole dire fare come se fosse, che altro non è che lo scambio tra individui, mediato dalla narrazione, visiva parlata e agita, che sta alla base del teatro.

Non a caso il gioco che si svolge tra l’attore e lo spettatore in teatro è sempre stato in definitiva un gioco di continuo rimando tra reale e virtuale, infatti, anche se la rappresentazione teatrale si svolge in uno spazio e un tempo ben definiti, l’esperienza che se ne ricava è senza dubbio virtuale: interna, immateriale e individuale, e coinvolge tutti i sensi.

C’è solo da capire se la combinazione di interattività, partecipazione psichica e nuova intimità relazionale, che è caratteristica di alcune esperienze vissuta nel web, possa fornire la base per lo sviluppo di una nuova cultura artistico-teatrale.

Ma per farlo occorre tenere presente che il nostro agire percettivo è sempre partecipativo scegliendo o meno di sperimentare determinati tipi di esperienze e ricavandone o meno la propria soddisfazione personale.

Si può, infatti, arrivare alla strana contraddizione di poter comunicare più facilmente, e a volte con maggiore profondità, in assenza di corpi e di contatto fisico piuttosto che in presenza e oggi, Internet, con i suoi forum, le sue chat, i suoi incontri tra sconosciuti, sembra permettere un’esperienza di rappresentazione che è individuale e collettiva insieme e che sta lasciando un segno nella vita di molte persone.

Negli ultimi anni la crisi del sistema teatrale italiano, ha posto maggiormente in luce la profonda carenza di ricerche sul pubblico e, conseguentemente, la scarsa capacità di coinvolgere nuove e più̀ esigenti fasce di spettatori.
Ciò̀ si riflette non solo sugli incassi ma anche sulla possibilità̀ che altri soggetti economici siano indotti a guardare al teatro come ad un’opportunità̀ di marketing.

Sul versante della produzione, le grandi compagnie e i teatri hanno cercato di minimizzare

il rischio, ovvero hanno spinto le loro produzioni e programmazioni verso spettacoli più sicuri, garantiti dai soliti nomi in cartellone, che non irritassero né sorprendessero troppo.
È evidente che questo atteggiamento è destinato a non pagare e le imprese teatrali, se vogliono garantirsi un futuro, dovranno allargare i loro orizzonti culturali per conquistare nuove nicchie di mercato.
Pertanto, in relazione educativo ed economico degli spettacoli, e in base ai percorsi intrapresi da gran parte dei paesi stranieri, i teatri dovranno sempre di più̀ fidelizzare i giovani spettatori, accompagnandoli nella trasformazione da pubblico adolescente a pubblico adulto e allargare la loro missione cercando un’esperienza culturale ed emotiva.
Sul versante finanziario occorrerà facilitare il reperimento di nuove fonti economiche e fare del palcoscenico (e della sala) un luogo vivo, capace di soddisfare il bisogno d’arricchimento culturale.
In soldoni, occorrerà affidarsi, maggiormente al proprio principale mercato, ovvero il pubblico.

In sintesi, le organizzazioni teatrali dovranno superare la radicata ritrosia nei confronti del marketing, unico strumento per porre un freno ad un’offerta di spettacoli autoreferenziale, per un messaggio culturale che nella migliore delle ipotesi possiamo considerare datato e preconfezionato, in un settore che dovrebbe essere sinonimo, invece, di libertà e pluralismo.

L’offerta teatrale si è talmente ampliata che oggi lo spettatore è letteralmente “schiaffeggiato” da offerte per riempire il suo tempo libero.

Non solo il numero delle imprese teatrali si è incrementato per svariate ragioni e spesso senza alcuna competenza, ma gli sviluppi tecnologici legati ai nuovi media hanno stimolato ulteriormente l’offerta.

I consumatori stanno, inoltre, differenziando i propri consumi, nell’intento di soddisfare diversi tipi d’esperienze. Infine, le imprese teatrali, oltre ad essere spesso caratterizzate da inefficienze economiche, trovano sempre più difficoltà ad ottemperare e il principio basilare per cui la cultura deve essere alla portata di tutti.

Nel campo teatrale, infatti, si crea prima lo spettacolo e poi si cerca di individuare gli spettatori adatti ed è compito dell’artista dover raggiungere quei segmenti di mercato che possono essere potenzialmente interessati al prodotto, adattando le variabili commerciali e ponendosi in contatto con un sufficiente numero di potenziali spettatori per raggiungere obiettivi coerenti con la missione dell’impresa culturale.

Come il COVID-19 ha impattato sull’economia

La pandemia da Coronavirus ormai è certo che ha impattato in modo importante sull’economia mondiale e di tutti i singoli stati.

Anche in Italia ci sono tuttora delle grandi ripercussioni, che non passeranno velocemente, i posti di lavoro sono stati messi a dura prova e chi ne ha risentito di più sono state le partite IVA e i lavoratori sommersi, i quali si sono trovati senza diritti e aiuti ne l’immediato.

I lavoratori statali sono stati e sono tuttora i più agevolati in questa crisi economica.

L’emergenza dovuta al COVID-19 ci ha messi di fronte ad un sistema economico sbagliato che è crollato in poco tempo.

Quale sarà l’impatto della pandemia sulla crescita italiana

Le previsioni economiche per la nostra Nazione non sono affatto positive, tanto che il prodotto interno lordo per il 2020 secondo le stime fatte dovrebbe avere un indebitamento del -2,5% rispetto al 2019.

Sempre se non ci sarà una ricaduta da COVID-19 nel prossimo inverno.

Per mitigare questa crisi il Governo italiano ha mosso un pacchetto di aiuti da 25 miliardi di euro, una tale manovra non si vedeva dal dopoguerra.

Le misure che sono state prese sono le seguenti:

  • Misure rivolte alla Sanità;
  • Indennità per i lavoratori;
  • Moratoria fiscale;
  • Rinvio pagamento e mutui;
  • Stop licenziamenti.

La manovra è molto interessante, il problema reale della nazione è quella fetta di popolazione che lavora in nero e che non ha dei riconoscimenti.

Quali sono i settori più colpiti

I settori più colpiti da questa situazione sono stati il turismo e il commercio al dettaglio, nonché i trasporti, come abbiamo visto negli ultimi giorni sono molte le compagnie aeree che hanno avuto grandi problemi finanziari.

Sono stimate che le perdite nel settore del turismo in Italia siano intorno ai 6 miliardi di euro.

Anche il settore automobilistico ha avuto una grosso problema nella produzione e nella vendita.

Come il COVID- 19 ha fatto de crescere il mercato automobilistico

Il mercato automobilistico in pochi mesi, da quando si è affacciato il Coronavirus ha subito un crollo pari al 92% solo nella prima metà di febbraio.

Il mercato delle auto in Cina è calato nelle immatricolazioni del 92%, dei numeri davvero sconcertanti e preoccupanti per un settore che non ha mai avuto dei cali nelle vendite così deprimenti.

Il mercato automobilistico Italiano nel mese di maggio ha riscontrato un calo del – 49% rispetto allo stesso mese del 2019, le auto vendute sono state l’esatta metà dello scorso anno.

Purtroppo l’incertezza economica non fa sperare che i dati possano migliorare.

La crisi delle immatricolazioni ha toccato le case automobilistiche che producono macchine utilitarie e per le famiglie, invece non si è registrato nessun crollo per la Ferrari, DS e Tesla con un +28,1%.

L’economia Italiana post-Covid

Secondo la relazione che ha stilato Bankitalia ancora non vi è certezza di come verrà superata questa crisi e i conseguenti effetti economici.

Si pensa che la digitalizzazione e certi cambiamenti di vita quotidiana possano portare ad una ripresa più lenta, avendo delle ripercussioni in un lungo periodo.

Bankitalia afferma che vi è bisogno di una integrazione economica internazionale, dato che la pandemia ha fatto crollare dei sistemi già compromessi.

Sono i modelli organizzativi globali che devono essere ripensati e i governi devono valutare più attentamente una così stretta interdipendenza economica, inoltre lo Stato italiano potrebbe per dover ampliare la durata dei provvedimenti.

C’è da valutare anche nuove dinamiche economiche volte a creare una sicurezza Nazionale sugli approvvigionamenti, dato che abbiamo visto come in un attimo sono state chiuse le frontiere e quello che ha scaturito.

Altro fattore molti importante per non avere un crollo occupazionale è il ricollocamento delle forze di lavoro, dato che questa pandemia ha fatto emergere come non ci sia una tutela conforme a tutte le classi sociali e come non vi sia il livello minimo salariale imposto dalla Stato.

Oltre il 40% delle imprese si sente in pericolo

La produzione è stata dimezzata e molte imprese che si occupano di metalmeccanica si sentono a rischio, sia per quanto riguarda il mercato interno che estero.

Nel bimestre tra marzo e aprile in Italia si è registrata una contrazione che ha portato un crollo pari al 40%.

La produzione è stata dimezzata e ancora non vi è un solido segnale di ripresa, gli esperti dicono che questa crisi è ancora più prepotente di quella del 2008.

I dati affermano che la ripresa non è ancora arrivata, ma anzi vi è una reazione lenta e frammentata, Confindustria dipinge in questo modo l’attuale situazione.

Conclusioni

Purtroppo questa pandemia ha messo la Nazione in ginocchio e ancora non ne siamo usciti, si spera solamente che non vi sia una ricaduta nel prossimo inverno.

Ciò che ci ha fatto comprendere il COVID-19 è che la nostra Nazione ha bisogno di investire in modo maggiore sulla sanità e sul lavoro, servono maggiori diritti e tutele per le fasce meno abbienti e una soglia minima di salario.

In questi giorni di chiusura totale anche il teatro ha fatto i conti con la realtà

Si è adattato, sono nate infinite iniziative e proposte per continuare a divulgarlo attraverso la multimedialità.

Occorrerebbe cercare di capire le ragioni, a torto o a ragione, di questa anomala e per certi versi eccessiva proposta/offerta. Ci si è trovati a dover interrompere l’attività con la chiusura forzata e l’impossibilità di proseguire la stagione in corso, al pari di una qualunque altra attività commerciale non indispensabile, ma senza la giusta riflessione. Per molti addetti ai lavori si sarebbe dovuto fermarsi e riflettere su cosa c’era da raccontare e ascoltare, in teatro.

Fare silenzio, piuttosto che inflazionare l’offerta con prodotti che, col teatro, poco o nulla hanno a che vedere.

Il teatro è una cosa che si può realizzare solo dal vivo e invece questa drammatica emergenza ha creato una realtà virtuale con forme inedite di comunicazione e relazione con il “pubblico” a distanza.

L’unico obiettivo era il non affievolire il rapporto tra artista e spettatore

Molti hanno sentito la necessità di far sentire la loro presenza sui social inondando la rete con contenuti che, a detta loro, richiamavano la televisione di tanti anni fa, quando venivano trasmesse le commedie teatrali.
Ma per molti è impossibile fare un paragone fra la televisione degli anni Cinquanta e quello che è accaduto online durante il lockdown, dove il multimediale ha preso il sopravvento sostituendo la messa in scena regolare e consueta a cui eravamo abituati.

Una delle grandi domande in cui da sempre gli addetti ai lavori si interrogano è: com’è possibile tramandare un’esperienza teatrale?

A differenza di artisti che esercitano in altri campi, dove l’opera rimane duratura nel tempo, il teatro appare come un’arte che si scrive sull’acqua, consegnata, inevitabilmente, alla fugacità del presente.

Dei grandi autori teatrali, da i Sofocle a Pirandello, passando per Shakespeare, ci rimangono soltanto le parole, ma nulla del loro teatro.

Infatti i testi, per quanto importanti, sono parte integrante di che è, però, una sottile alchimia fra le diverse componenti dell’arte scenica e di cui le parole altro non sono che un elemento, spesso nemmeno quello predominante.

Un uomo di teatro è, per forza di cose, legato al qui e ora dell’evento che lo vede coinvolto e artefice. Un tutt’uno con l’opera che non può vivere se non nell’accadere irripetibile della scena.

A differenza dei film, che possiamo rivedere mille volte entrando in contatto diretto coi protagonisti, dell’opera teatrale non ci rimane che una memoria leggendaria.
Non a caso il teatro nasce dal mito e, nel mito, pare essere ricondotta.

Fare teatro significa stimolare, liberare, modellare, accrescere la capacità espressiva di ciascun individuo.

Creare, quindi, uno spazio “libero”, di aggregazione, in cui ciascuno possa a modo suo e senza pressioni, riconoscersi ed esprimersi.

Nella prima parte del secolo scorso, il teatro è stato terreno assai fertile per la sperimentazione ma, chiunque faccia teatro, sa che la sperimentazione, intesa come ricerca della verità espressiva, è e deve rimanere viva: una stagione in continuo divenire

Nei corsi di teatro dedicati ai giovani e giovanissimi, non a caso, il giuoco teatrale agisce da collante tra i diversi partecipanti, assumendo forme sempre nuove e mutevoli.

Il teatro assume quindi anche finzione di comunicazione fra pari, anche in un periodo storico come questo in cui la comunicazione fra ragazzi avviene principalmente con l’ausilio delle nuove tecnologia.

Ma se e è vero che la comunicazione moderna offre strumenti più discreti, meno impegnativi, se si pensa a internet, al cellulare, ecc … è altrettanto vero che in generale la risposta all’attività teatrale data dai ragazzi testimonia il piacere del rinnovato rapporto diretto, fisico, con l’altro, che non prevede asettici schermi elettronici superpiatti, webcams, o simili.

Si deve puntare ad un percorso teatrale che metta al centro l’individuo, con la sua fisicità, la sua vocalità, tutto quello che il suo corpo può esprimere.
Questo e nient’altro.

Guadagnare da casa tramite il proprio PC

Guadagnare da casa tramite il proprio PC ad oggi è una grande opportunità sia in termini di risparmio che in termini di comodità.

Ci sono molti lavori che si possono eseguire dalla propria casa, negli ultimi 10 anni il lavoro in Smart working è diventato molto usuale, sia per le grandi aziende che per i liberi professionisti.

Pensate ai freelance che grazie a questa possibilità contengono le spese, gestendo al meglio il tempo e ottimizzano il lavoro.

Vediamo ora quali sono i migliori lavori da svolgere da casa senza dover uscire.

I Migliori lavori da svolgere da casa

Tutto dipende dalla vostra bravura e versatilità, infatti per rinnovarsi “lavorativamente”, ci vuole molta elasticità mentale, ad oggi come dicevamo ci sono molti lavori che possiamo intraprendere ed imparare da zero.

Vediamo quali sono i lavori che sono più apprezzati nel Web:

  • Inserimento dati;
  • Insegnante online;
  • Call Center da casa;
  • Aprire un negozio online.

Questi quattro lavori possono essere svolti serenamente da casa, ognuno ha delle caratteristiche differenti, vediamoli nel dettaglio, per capire quale è più adatto alle nostre esigenze.

Lavorare da casa Inserendo dati

Lavorare inserendo dati per terzi, come ad esempio aziende è diventato molto usuale. Molte aziende preferiscono affidarsi a figure professionali esterne all’azienda stessa, per inserire i dati nei portali .

Per svolgere questo lavoro servono le seguenti competenze:

  • Conoscenza del PC;
  • Conoscenza degli strumenti videoterminali;
  • Conoscenza della lingua inglese (non sempre richiesta);
  • Titoli di studi, il minimo è il diploma con indirizzo contabile amministrativo;
  • Laurea di informatica o statistica.

Questo lavoro vi darà la possibilità di fare carriera, guadagnando cifre che si aggirano intorno ai 16000€ annui.

Ci sono dei siti appositi dove potrete caricare il vostro CV.

Insegnante online

Oramai anche l’insegnamento si può fare benissimo online, ci sono tanti corsi che si possono tenere online, dall’Inglese alla cucina passando per la filosofia.

Se siete ferrati in uno specifico argomento o siete degli insegnati professionisti ci sono molti modi per divulgare il vostro sapere, ad esempio si può insegnare tramite Skype. Oltre a Skype ci sono svariate piattaforme settoriali come Superprof.it, dove potrete mandare i vostri CV e caricare i vostri corsi.

Il guadagno che si può avere da questa professione è molto vario, dipende dal gradimento del nostro corso da parte degli utenti.

Lavorare per il Call Center da casa

Questo lavoro è molto richiesto, sicuramente non necessita di una preparazione specifica. Sono molte le aziende che preferiscono far lavorare da casa i propri dipendenti.

Per trovare le offerte da parte delle aziende, dovrete recarvi sui siti di ricerca lavoro. Lo stipendio medio per questa attività di Call Center da casa si aggira da i 750 € netti al mese fino ad arrivare ad un massimo di 1.500 € netti al mese.

In questo settore c’è la possibilità di crescere al livello di posizione, ad esempio un lavoratore di Call Center che ha iniziato la professione da 4/9 anni può guadagnare circa 1.140 €.

Aprire un Negozio online

Da quando si può vendere e guadagnare tramite i negozi online, molti commercianti hanno deciso di chiudere i loro negozi fisici e puntare sul Web, o in caso di una politica aziendale differente di portare avanti entrambe le strade.

Di sicuro lo shopping online ha avuto una grande espansione in questi ultimi anni, tanto che si è modificato il sistema.

Ora vediamo come aprire un negozio online

Se il vostro sogno è di lavorare vendendo online dovrete per prima cosa aprirvi un E-commerce che vi permetta di fare ciò , per realizzare un e-commerce ci sono due strade:

  • Affidarsi ad un sito che ha delle piattaforme già pronte;
  • Ingaggiare un professionista che vi realizzi da zero il vostro E-commerce.

Queste due strade sono differenti per costi e tempistiche.

Vediamo ora più nello specifico, al livello di tasse, con i relativi regimi e obblighi fiscali.

Quanto costa un negozio Online

Per aprire un’attività di E-commerce è importante rivolgersi ed affidarsi ad un bravo commercialista che vi possa seguire in un campo che ancora non è bene definito.

Di base vi dovrete aprire una partita IVA per E-commerce, che vi permetta di vendere online, prima di procedere all’apertura della partita IVA dovrete avere la certezza che le vostre vendite siano avviate, in caso contrario, potete rilasciare una semplice ricevuta, che però non superi i 77,47 € e una marca da bollo di 2 € .

Codice ATECO: 47.91.19: Commercio al dettaglio tramite internet.

In Italia la nicchia degli E-commerce è regolamentata dal Decreto Bersani (D.Lgs. 114/98)

Un’altra strada è quella di aprire una partita IVA con il regime forfettario, in questo modo potrete avere numerose agevolazioni.

  • Le tassazioni in questo caso sono del 5% per i primi 5 anni e poi del 15%;
  • Esenzione dell’IVA;
  • Esonero di studi di settore;
  • Esonero dalla fatturazione elettronica.

Per poter rientrare nel regime forfettario non dovrete superare i 65.000 € annui.

Conclusioni

Ormai lavorare tramite Internet è molto vantaggioso e richiesto da parte delle aziende e non solo, non vi resta che individuare il settore che più vi si avvicina.

Coronavirus, negli asili il braccialetto hi-tech per rispettare le distanze sociali

Anche negli asili è importante che i bambini e tutto il personale scolastico mantengano le distanze di sicurezza.

Ma come spiegarlo ai bambini in modo tale da non traumatizzarli?

È più semplice di quello che si pensa, i bambini sono molto intelligenti e fantasiosi e quindi quale può essere il migliore sistema se non il gioco.

Finché non cesserà l’emergenza coronavirus per riprendere i rapporti sociali non si potrà fare a meno di rispettare il distanziamento.

Esattamente si tratta di un bracciale hi-tech dove una volta impostata la misura si illumina e vibra solo quando si supera la distanza di sicurezza.

A Castellanza, un comune della provincia di Varese in Lombardia, una scuola dell’infanzia ha già acquistato per settembre i dispositivi che dovranno essere indossati sia dai bambini che dalle maestre.

Grazie all’aiuto delle psicologhe e pedagogiste i bambini riusciranno a vivere questa situazione con più spontaneità.

I bracciali dovranno essere indossati all’interno dell’istituto e ai bambini verrà spiegato, sotto forma di gioco, che dovranno fare attenzione a non farli illuminare.

Un sistema pratico e facile da utilizzare, pensato appunto per favorire il rispetto del distanziamento sociale anche nelle scuole d’infanzia. C’è anche chi sta pensando di utilizzarli sin da subito nei campi scuola estivi.

Trading online manuale con ForexTB o Copy Trading con eToro?

Non possiamo negare che queste due tipologie di trading abbiamo delle differenze.

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